
Per grandi percorsi commerciali valutate OrionStar CleaniBot C5 come candidato al lavaggio di aree ampie, mentre CleaniBot S55 Pro può essere considerato per zone satellite più compatte e compiti differenziati. Il motivo è il diverso posizionamento dichiarato dal produttore, non una prestazione garantita in un edificio specifico. Prima di decidere quanti dispositivi utilizzare, dividete la superficie realmente accessibile per zone e finestre, poi verificate pavimentazione, passaggi, modalità, autonomia, acqua e assistenza. Un calcolo illustrativo può aiutare a organizzare la prova, ma non sostituisce misurazioni operative né dimostra risparmi o ritorno economico.
La superficie totale di un edificio comprende spazi che possono essere occupati, chiusi o inadatti al trattamento previsto. Partite dalle zone realmente disponibili nel turno e usate la tabella come proposta di prova, non come progetto già convalidato.
| Zona | Candidato | Ragione della preselezione | Dato da verificare |
|---|---|---|---|
| Galleria principale ampia | C5 | Posizionamento del produttore per spazi medio-grandi | Superficie accessibile, pavimento e svolte |
| Area aperta da lavare | C5 | Il produttore elenca il lavaggio | Finestre, traffico, acqua e risultato |
| Zona satellite segmentata | S55 Pro | Formato compatto e sei modalità dichiarate | Accessi, arredi e modalità richiesta |
| Tratto con traffico variabile | Nessuna assegnazione automatica | La disponibilità cambia durante il turno | Presidio, sospensione e autorizzazione |
| Bordi o punti difficili | Personale con procedura dedicata | Non ogni compito è coperto dal percorso | Intervento e controllo finale |
Una planimetria operativa distingue le zone candidate dai tratti esclusi e indica quando ciascuna è disponibile. Una zona compatta non è automaticamente accessibile a S55 Pro; allo stesso modo la metratura di una galleria non conferma che C5 possa percorrerla.
I dati seguenti sono valori dichiarati da OrionStar, non misurazioni indipendenti o promesse di resa sul sito. La durata cambia con modalità, configurazione e condizioni effettive; i serbatoi non determinano da soli durata del ciclo o superficie pulita.
OrionStar indica per C5 un'autonomia di 3 ore in modalità lavaggio e 8 ore in modalità mop; per S55 Pro indica 4,5 ore nella modalità Scrub. Sono valori dichiarati dal produttore per modalità differenti, non durate misurate in questo edificio: ricariche, soste e condizioni effettive devono essere verificate durante la prova.
| Scenario | C5: dato dichiarato | S55 Pro: dato dichiarato | Cosa verificare |
|---|---|---|---|
| Lavaggio di una zona ampia | Lavaggio dichiarato; serbatoi 45 L pulita e 45 L reflua | Lavaggio tra le modalità dichiarate | Durata effettiva, interruzioni, rifornimenti e condizioni del test |
| Polvere in una zona satellite | Mop antipolvere tra le attività dichiarate | Modalità di pulizia a secco da verificare | Modalità, configurazione e condizioni sul sito |
| Servizio tra i turni | Workstation dedicata idonea: rabbocco, scarico, ricarica e risciacquo interno | Configurazione e gestione acqua da confermare | Allacciamenti, tempi e manutenzione quotidiana |
| Acqua sul pavimento | Modalità di assorbimento dichiarata | Serbatoio reflui dichiarato; modalità indipendente non dimostrata | Controllare superficie e procedura del sito |
La capacità di assorbimento dichiarata per C5 non garantisce un pavimento asciutto; il serbatoio reflui di S55 Pro non prova una modalità indipendente di assorbimento. Per entrambi servono verifica della superficie e controllo del risultato.
Questo esempio è interamente ipotetico: non descrive un cliente, una prova o una prestazione dei modelli. Supponiamo due zone disgiunte da 1.200 m² ciascuna, disponibili nello stesso intervallo, e un C5 assegnato a ognuna in modalità lavaggio. Ipotizziamo per entrambi una resa effettiva di 600 m² per ora di lavoro, già riferita alla superficie utile; il valore non proviene da OrionStar.
Il calcolo illustrativo dà 1.200 ÷ 600 = 2 ore di lavoro per zona. Se i due dispositivi operano contemporaneamente, senza interferenze né interruzioni, le 2.400 m² complessive richiedono 2 ore trascorse, non 4; le ore-dispositivo sono invece 2 + 2 = 4. Se lavorassero in sequenza, alle stesse condizioni ipotetiche, il tempo trascorso sarebbe 4 ore. Non si tratta di una previsione del turno.
Le 2 ore ipotetiche per C5 non dimostrano che la batteria effettivamente disponibile sostenga il ciclo. L’esempio esclude preparazione, trasferimenti, soste, ricarica, cambi di percorso e controlli; non assume un numero di rabbocchi. La quantità d’acqua consumata, la capacità effettivamente utilizzabile e il tempo di servizio vanno misurati: potrebbero rendere impossibile il completamento nella finestra.
Prima di scegliere una flotta, provate ogni zona con la stessa modalità e configurazione, registrando area effettivamente trattata, tempo attivo e trascorso, batteria, consumo d’acqua, scarico, interferenze e qualità. Ripetete il test nelle condizioni rappresentative: la matematica ipotetica non dimostra risparmio di personale, costi o ROI.
Suddividete la planimetria in tratti aperti, zone satellite, porte, curve, soglie, rampe e aree interdette. Per ogni tratto rilevate arredi mobili, condizioni del pavimento e periodi in cui la zona è libera. Non sommate automaticamente un’area non raggiungibile alla superficie candidata al robot.
Le fonti pubbliche riportano quote discordanti per il passaggio minimo di C5. Richiedete al produttore conferma scritta di versione, configurazione e condizioni; misurate in ogni caso il percorso reale e la manovra con la struttura. Una quota del mezzo non equivale a una distanza di sicurezza per persone o mezzi.
La workstation C5, se disponibile e configurata idoneamente, supporta secondo OrionStar ricarica, rabbocco dell’acqua pulita, scarico dei reflui e risciacquo interno del serbatoio. Controllate accessibilità, alimentazione e allacciamenti prima di inserirla nel piano; non attribuite la stessa configurazione a S55 Pro senza conferma. Restano le attività quotidiane di ispezione e manutenzione.
Per ogni dispositivo assegnate chi prepara l’area, chi effettua i rifornimenti, chi riceve le segnalazioni e chi controlla il risultato. Se più macchine condividono un punto di servizio, il tempo di attesa è una variabile da osservare nel test, non un valore deducibile dal numero di serbatoi.
Pianificate per area e fascia oraria, tenendo separati flussi del pubblico, attività logistiche e manutenzione. Se una zona diventa indisponibile, il responsabile deve poter sospendere o rinviare il compito. Le specifiche del prodotto non dimostrano sicurezza condivisa, pulizia efficace o idoneità a ogni pavimentazione.
Confrontate quindi alternative usando gli stessi criteri: area realmente trattabile, modalità, qualità, tempi trascorsi, acqua, manutenzione e interventi manuali. Una scelta multi-dispositivo è giustificabile solo quando i risultati del sito e le relative procedure sono stati valutati, non per semplice moltiplicazione delle prestazioni nominali.
No. Nell’esempio ipotetico operano contemporaneamente su zone uguali senza interruzioni; nella realtà acqua, batteria, interferenze e disponibilità possono modificare il risultato.
Verificate la modalità e la configurazione proposte, poi osservate batteria, interruzioni e durata nelle condizioni del sito.
No. Il consumo dipende dalla modalità e dalle condizioni; misurate rifornimenti, durata e risultato durante una prova rappresentativa.